Concept Note

EUconomia

L’economia che fa bene.
Il rumore della foresta che cresce

Il Festival Nazionale dell’Economia Civile 2026 arriva in momenti molto difficili.

Dopo anni in cui abbiamo imparato a riconoscere i limiti del nostro modello di sviluppo, oggi non basta più descrivere le crisi, raccontare e dolersi dell’albero che cade: serve lavorare per la foresta che cresce, scegliere, con lucidità e coraggio, da che parte stare. Il futuro non è un orizzonte astratto, né un esercizio di previsione tecnocratica: è un futuro abitato, costruito dentro il limite, la cura e la responsabilità.

In un contesto globale segnato dalle guerre, dalla destabilizzazione delle democrazie e dal riemergere di pulsioni autocratiche, noi vogliamo continuare a essere dalla parte dell’umanità.

Per questo motivo, nel prossimo triennio del FNEC; proponiamo di continuare a seminare e a lavorare per un cambio di passo: dalla visione all’azione, dalla pianificazione alla corresponsabilità. Le relazioni non sono buone intenzioni, ma infrastruttura sociale ed economica: è nella qualità delle alleanze tra cittadini, istituzioni, imprese, territori e generazioni che si gioca la possibilità di un futuro democratico e generativo.

Il tema della pace attraversa questa edizione come una sfida concreta: non come assenza di conflitto, ma come pratica cooperativa e intergenerazionale, capace di tenere insieme giustizia e diritto, innovazione e radici, libertà e comunità.

In questa prospettiva l’Europa può giocare un ruolo decisivo ed è chiamata non a rifugiarsi nella nostalgia, ma a fare un passo in avanti nell’unità e a mettersi alla prova, difendendo il diritto internazionale e rinnovando il proprio ruolo di attore di pace, cooperazione e felicità sostenibile nel mondo.

Il nostro invito dunque è una chiamata collettiva a costruire — con scelte e responsabilità condivise — un futuro possibile.