(LaPresse) Alla settima edizione del FNEC a Firenze è intervenuto in diretta il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Pierbattista Pizzaballa, che ha dialogato con Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse, sul tema “Democrazia strumento di Pace ed Economia civile”. “Purtroppo non possiamo farci illusioni: la fine della guerra non sarà la fine del conflitto. L’odio che ha scatenato è ancora profondo, e non c’è una exit strategy, né una chiara prospettiva sul dopo. C’è ancora molto da fare. Proprio per questo, quando le istituzioni politiche e, ahimè, anche quelle religiose vengono meno, è importante fare rete nel territorio. Questo è quello che cerchiamo di fare” ha detto il Cardinale Pizzaballa. “Bisognerà ricucire le comunità dal basso con tanta pazienza. Ci vorrà del tempo”. “E’ importante aiutare questa parte del Medio Oriente a crescere e a creare iniziative anche di carattere economico – ha detto il Patriarca -. Non vogliamo essere assistiti, vogliamo essere aiutati a riprendere in mano anche la vita economica, che è essenziale per ogni società: un aiuto per creare gli strumenti, la cultura, i modelli che sono necessari per iniziare”. A questo proposito, il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, ha ricordato come il sistema cooperativo italiano – Federcasse, Confcooperative, Palisco, Fondosviluppo – anche negli ultimi difficilissimi due anni abbia proseguito nel rapporto di collaborazione con l’Università di Betlemme per formare manager cooperativi. Quello attuale, secondo Pizzaballa, “è il momento del territorio, è il momento in cui dobbiamo fare comunità e rete, organizzarsi perché quando il frutto della violenza finirà, ed è questione di tempo. Si dovranno ricostruire non solo quelle che oggi sono macerie, ma un tessuto civile: università, scuole, culture, pensiero, educazione. Soltanto chi avrà avuto in questo momento desiderio di bene, di fare qualcosa di positivo, con questa visione potrà ricostruire. Non chi ha fatto la guerra”.
(fonte articolo originale: Il Sole 24 Ore)
