La questione mediorientale entra nel dibattito del Festival dell’Economia civile

FIRENZE“Siamo pronti a partecipare attivamente alla fase della ricostruzione dello Stato palestinese, ma anche della ricostruzione delle parti distrutte durante questa guerra: dovrebbe esserci presto in Egitto una conferenza che si occupa proprio di questo e noi porteremo il nostro contributo” Così il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ieri ha risposto – dal settimo Festival dell’economia civile a Firenze – alla richiesta avanzata venerdì dal patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ospite, in video collegamento, del festival.

Durante la terza giornata del festiva, Tajani è intervenuto sui temi bancari e sull’ipotesi di tassazione dei cosiddetti extraprofitti: dopo aver premesso che “non esiste base giuridica per l’extraprofitto e quindi non si capisce che cosa significa tassiamo gli extraprofitti”. ’Risparmio e credito per la crescita delle comunità’, invece, è stato l’argomento affrontato da Paolo Gentiloni, copresidente della Task Force Onu sulla crisi del debito. “C’è spazio, credo, per rinegoziare il servizio del debito, lavorare sulla maturità e sulla durata del debito, piuttosto che per una cancellazione in quanto tale, che non è facile perché i creditori non sono più quelli di una volta” ha detto.

Tra i vari ospiti di ieri anche l’economista Abhijit Banerjee (nella foto), premio Nobel per l’Economia 2019, che ha tenuto la Lectio civilis ’Povertà e democrazia’, in dialogo con Leonardo Becchetti, direttore del Festival e co-fondatore di NeXt Economia. Aprendo la Lectio, Banerjee ha affrontato uno dei temi più divisivi: reddito di base e povertà. “Esiste una splendida meta-analisi su 140 studi, realizzata dall’economista Dean Karlan, che mostra che le persone lavorano di più, non di meno, quando ricevono un reddito di base. Tuttavia è importante che il sostegno economico sia accompagnato da un minimo di riflessione preventiva” ha detto il premio Nobel. Nel panel ’Nonostante le fragilità’ si è affrontato il tema delle croniche fragilità strutturali, ambientali ed economiche del nostro Paese che possono essere una zavorra insostenibile in un contesto di grandi transizioni (soprattutto ambientale e digitale) aggravate dalle crisi geopolitiche. Secondo Bernardo Giorgio Mattarella, professore di Diritto amministrativo all’Università Luiss Guido Carli, “non possiamo più dare per scontata la protezione della Nato e degli Stati Uniti: l’Europa deve rafforzare la propria autonomia e capacità difensiva comune“.

(fonte articolo originale: La Nazione)