Non stiamo vivendo semplicemente una fase di crisi economica. Stiamo attraversando un cambio d’epoca in cui le categorie con cui abbiamo letto il mondo iniziano a non bastare più. È qui che nasce l’urgenza di un nuovo sguardo: più ampio, più umano, più capace di tenere insieme complessità e futuro.
Viviamo in una stagione storica segnata da crisi intrecciate che mettono in discussione non solo gli equilibri economici, ma la qualità stessa della nostra convivenza: guerre, una transizione ecologica ancora incompiuta, disuguaglianze crescenti e una rivoluzione tecnologica che accelera senza una direzione condivisa.
In questo contesto diventa sempre più evidente che non è soltanto il mondo a dover cambiare, ma anche il modo in cui lo interpretiamo e costruiamo risposte collettive. Da questa consapevolezza nasce il Rinascimento economico, un movimento internazionale promosso da oltre trecento economisti che propone di superare paradigmi ormai inadeguati per aprire una nuova stagione del pensiero economico.
Il suo nucleo è semplice e radicale allo stesso tempo: l’economia deve tornare a essere una scienza della vita buona, non soltanto dell’efficienza. Significa riconoscere che le persone non agiscono solo come individui razionali mossi dall’interesse, ma anche come esseri relazionali, guidati da reciprocità, fiducia e ricerca di senso.
Questo cambiamento implica anche un ripensamento profondo del ruolo dell’impresa, che non può più essere letta soltanto attraverso la lente del profitto, ma come spazio generativo capace di creare valore economico, sociale e ambientale per tutti gli stakeholder coinvolti.
Renaissance in Economics 2026: un’agenda per il cambiamento
Allo stesso modo, il Rinascimento economico invita a superare la centralità del PIL come unico indicatore di progresso, per adottare una visione più ampia del benessere, che includa qualità della vita, coesione sociale e sostenibilità. In un tempo in cui prevalgono spesso narrazioni di conflitto e logiche competitive a somma zero, questa prospettiva propone un’alternativa: rimettere al centro la cooperazione, la partecipazione e la capacità delle comunità di generare soluzioni dal basso, in dialogo con le istituzioni.
Questi temi saranno al centro della terza conferenza internazionale del movimento Renaissance in Economics, in programma a Roma il 14 e 15 maggio 2026 presso l’Università di Tor Vergata e Roma Tre, con oltre 250 partecipanti, 60 sessioni e più di 100 università coinvolte. Un appuntamento che mira a trasformare questa visione in una vera agenda di ricerca e proposta politica.
Leonardo Becchetti – economista, cofondatore di NeXt Economia, direttore FNEC.
(Clicca qui per il programma completo di Renaissance in Economics 2026).
