Prima di essere una crisi da gestire, la migrazione è una legge di natura. Attraversa il volo delle rondini che ogni anno ripercorrono la stessa rotta per migliaia di chilometri, i branchi di caribù che seguono il disgelo verso nord, i primi ominidi che hanno lasciato la savana africana per popolare il pianeta. È da questa prospettiva (antica quanto la vita stessa) che nasce NOMADIC. Canto per la Biodiversità, lo spettacolo che giovedì 1 ottobre, alle ore 21.15, porterà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio uno degli appuntamenti più attesi di FNEC26, l’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.

Un ponte tra arte e scienza: il racconto di Telmo Pievani

A dialogare con lo spettacolo sarà Telmo Pievani, tra i più autorevoli filosofi della scienza in Italia. Laureato in filosofia della scienza e da sempre affascinato dalla biologia e dai processi evolutivi, Pievani è titolare dal 2012 della prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche, all’Università di Padova. Autore di una vastissima produzione saggistica tradotta in numerose lingue, è considerato un punto di riferimento assoluto nella divulgazione della teoria di Darwin: il suo lavoro attraversa da anni università, festival, programmi televisivi e le pagine del Corriere della Sera, con una cifra riconoscibile. La capacità di tenere insieme il rigore del metodo scientifico e la riflessione etica, senza mai perdere la presa sul pubblico.

È esattamente questa doppia competenza, scienza e narrazione, a rendere il suo intervento naturale all’interno di NOMADIC, uno spettacolo che nasce proprio dall’idea che arte e scienza non siano due linguaggi separati, ma due strumenti complementari per raccontare temi complessi in modo accessibile e coinvolgente.

Le rotte che ci uniscono: di cosa parla NOMADIC

Nato in un momento storico segnato da crisi migratorie che dominano il dibattito pubblico, NOMADIC. Canto per la Biodiversità sceglie una prospettiva diversa: quella delle rotte migratorie, umane e animali, lette con empatia e profondità. Lo spettacolo mette lo spettatore di fronte a una verità semplice quanto radicale (tutti i popoli della Terra condividono una radice comune) e invita a superare le barriere mentali e fisiche che nel tempo abbiamo costruito attorno a questa idea.

A guidare il racconto sarà la musica, in un percorso che attraversa i brani di C.S.I., Philip Glass, Litfiba, Claudio Rocchi, Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo, PGR e Franco Battiato: un’esperienza immersiva e inedita, pensata per lasciare spazio alla riflessione più che alla semplice fruizione, capace di trasformare un tema scientifico e sociale complesso in un’esperienza emotiva condivisa.

Perché la presenza di PIevani è importante ques’anno

In un Festival che quest’anno porta il titolo EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce (un’economia costruita su relazioni, alleanze e responsabilità condivisa) la voce di Pievani aggiunge una prospettiva che raramente trova spazio nei dibattiti economici. Quella della biologia evolutiva, che ci ricorda come la mobilità, l’adattamento e lo scambio tra popolazioni diverse non siano un’anomalia della storia umana, ma il motore stesso della vita sul pianeta.

Ascoltare uno scienziato del suo calibro dialogare con la musica, dentro il Salone dei Cinquecento, significa vivere un momento del Festival che non parla di economia in senso stretto, ma ne allarga i confini: perché comprendere le migrazioni (quelle umane come quelle animali) è anche una chiave per ripensare inclusione, comunità e futuro condiviso, gli stessi temi al centro di FNEC26.

Le informazioni pratiche

Dove: Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze | Quando: giovedì 1 ottobre 2026, ore 21.15 | Evento: Parole e Musica Civili. NOMADIC: canto per la Biodiversità.

L’intervento di Pievani è solo uno dei momenti che comporranno l’VIII edizione di FNEC, dall’1 al 4 ottobre a Firenze: nei prossimi giorni racconteremo gli altri protagonisti e gli altri appuntamenti in programma.

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Il Festival Nazionale dell’Economia Civile torna a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato da un’idea di Federcasse, promosso con Confcooperative, realizzato con NeXt Economia, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e l’Università di Firenze.

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