C’è una traiettoria che, da sola, racconta più di molti discorsi istituzionali: quella di una ragazza del distretto di Moyamba, in Sierra Leone, che comincia la propria carriera come giornalista radiofonica e attrice, e arriva oggi a guidare, da Ministra, le politiche nazionali per l’empowerment femminile e la protezione dell’infanzia del proprio Paese. È la storia di Isata Mahoi, che il 3 ottobre, alle 9.30, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sarà protagonista dell’Intervista Civile “Felicità pubblica e cooperazione: un patto tra Europa e Sud del mondo”, uno degli appuntamenti dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.
Chi è Isata Mahoi
Politica, accademica ed economista, Isata Mahoi è oggi Ministra per le Pari Opportunità e l’Infanzia della Sierra Leone. Prima di intraprendere la carriera istituzionale, ha lavorato a lungo nel mondo dei media come giornalista radiofonica e attrice. Un’esperienza che le ha permesso di conoscere da vicino il modo in cui le storie delle persone, specialmente delle donne e dei minori, arrivano o non arrivano al centro del dibattito pubblico. Ha conseguito un master in Economia dello Sviluppo all’Università di Roma e un dottorato di ricerca in Politica Economica presso l’Università Cattolica di Milano, un percorso accademico che intreccia le due città (Roma e Milano) a una carriera cresciuta prevalentemente in Africa Occidentale.
Negli anni, Mahoi è stata consulente della Banca Mondiale per le politiche sociali, attivista per i diritti umani e coordinatrice della rete WANEP (West Africa Network for Peacebuilding), distinguendosi in particolare nella difesa dei diritti fondiari delle donne e nella risoluzione dei conflitti: due terreni su cui la sua esperienza diretta, prima ancora che istituzionale, ha lasciato un segno concreto. Oggi, come Ministra, guida le iniziative nazionali per l’empowerment femminile, la parità di genere, la protezione dell’infanzia e la lotta contro la violenza di genere: un percorso che va dalla società civile al governo, e che porta a Firenze un punto di vista raro nei dibattiti economici europei.
Un patto tra due mondi, non solo un confronto di dati
Il panel a cui Mahoi parteciperà, realizzato in collaborazione con il master MESCI dell’Università di Roma Tor Vergata, parte da una premessa chiara: l’Europa e il Sud del mondo, pur partendo da condizioni molto diverse, si trovano oggi davanti a una sfida comune. Nella visione dell’economia civile, non basta la pur necessaria creazione di valore economico: occorre costruire le condizioni per la piena fioritura della vita umana, richiamando esplicitamente il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione Italiana, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
Da questa premessa nasce l’idea di osservare il problema da due prospettive complementari. Da un lato quella di un Paese ad alto reddito, alle prese con disuguaglianze crescenti, gestione dei flussi migratori e sicurezza: quello dalla società civile alle stanze del governo, con i progressi concreti realizzati in Sierra Leone nella lotta alla discriminazione e alle disuguaglianze di genere che colpiscono donne e minori.
A moderare l’incontro sarà Stefano Arduini, Direttore di Vita; introduce Leonardo Becchetti, Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Co-fondatore di NeXt Economia.
Perché la sua presenza ha un valore unico
In un Festival che quest’anno porta il tema EUconomia, il contributo di Mahoi ricorda una cosa spesso dimenticata nei dibattiti economici europei: salute, formazione, sicurezza economica, qualità del tempo e delle relazioni non sono variabili accessorie, ma dimensioni che devono entrare nelle politiche industriali e negli indicatori con cui misuriamo il progresso. Tanto nei Paesi ad alto reddito quanto in quelli emergenti. La sua esperienza, maturata tra media, accademia, organizzazioni internazionali e oggi governo, offre una prova concreta di come questi principi possano tradursi in politiche pubbliche reali, capaci di incidere sulla vita di donne e minori in uno dei contesti dove le disuguaglianze pesano di più.
Le informazioni pratiche
Dove: Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze | Quando: sabato 3 ottobre, ore 09.30 | Lectio Civilis: Felicità pubblica e cooperazione: un patto tra Europa e Sud del mondo.
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Il Festival Nazionale dell’Economia Civile torna a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato da un’idea di Federcasse, promosso con Confcooperative, realizzato con NeXt Economia, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e l’Università di Firenze.
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