C’è un filo, spesso invisibile, che lega una foresta pluviale in Brasile a un tetto fotovoltaico in Italia: è la stessa transizione, letta da due estremi opposti del pianeta. Da una parte la sfida di produrre energia senza consumare il futuro, dall’altra quella di proteggere ciò che il futuro lo rende possibile. Gli ecosistemi che regolano clima, acqua, biodiversità. A FNEC26, l’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026, questo filo prende la forma di un dialogo tra due voci molto diverse tra loro: Nicola Armaroli e Mario Mantovani.

Nicola Armaroli: la scienza al servizio della transizione energetica

Chimico di chiara fama internazionale, Nicola Armaroli è dirigente di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e figura di riferimento a livello mondiale sui temi della conversione dell’energia, dei materiali fotovoltaici e della sostenibilità. Al rigore della ricerca scientifica affianca da anni un’intensa attività di divulgazione, portando fuori dai laboratori un tema che riguarda tutti (come produrre e usare energia senza aggravare la crisi climatica) con un linguaggio capace di parlare tanto agli addetti ai lavori quanto al grande pubblico.

La sua partecipazione a FNEC26 porta al Festival una prospettiva rara: quella di chi conosce nel dettaglio i limiti fisici e tecnologici della transizione energetica, e sa per questo distinguere tra soluzioni realmente efficaci e semplici promesse. In un’edizione dedicata a EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce (un’economia costruita su relazioni e responsabilità condivisa) la voce di Armaroli ricorda che nessuna transizione ecologica è credibile se non è, prima di tutto, scientificamente solida.

Mario Mantovani: trent’anni a difesa della Mata Atlântica

Dall’altra parte dell’Atlantico, la storia di Mario Mantovani racconta una lunga battaglia di conservazione. Geografo e ambientalista brasiliano, è tra le figure più influenti nella tutela della biodiversità in America Latina: ha dedicato oltre trent’anni alla fondazione SOS Mata Atlântica, promuovendo storiche campagne per la conservazione delle foreste e delle risorse idriche in una delle regioni a più alta biodiversità del pianeta, oggi tra le più minacciate.

Già coordinatore della Frente Parlamentar Ambientalista, nel 2022 Mantovani è stato nominato Presidente della Fundação Florestal di San Paolo, l’ente che guida la gestione e la tutela delle aree protette dello Stato, tra cui il Parco di Ilha do Cardoso. Una carriera che testimonia come la protezione degli ecosistemi non sia solo una battaglia ambientale, ma anche una questione di governance, politiche pubbliche e capacità di mediare tra interessi diversi. Istituzioni, comunità locali, economia.

Energia e biodiversità: due sfide, un’unica transizione

Messe a confronto, le due traiettorie di Armaroli e Mantovani raccontano bene perché la transizione ecologica non possa essere ridotta a un solo tema. Non basta produrre energia pulita se, nel farlo, si continuano a erodere foreste e risorse idriche; e non è sufficiente proteggere un ecosistema se il resto del pianeta continua a consumare energia in modo insostenibile. Sono due pezzi dello stesso problema, e per questo la loro presenza a Firenze (insieme a Daniele Ziveri, Direttore di BCC Energia, e Laura Borsieri, cooperatrice ed esperta di comunità energetiche rinnovabili) compone un confronto che tiene insieme scienza, conservazione e modelli economici concreti, dalle comunità energetiche italiane alla tutela delle foreste brasiliane.

Perché la loro presenza conta

In un Festival che da otto edizioni prova a raccontare un’economia diversa (fondata su relazioni, comunità e responsabilità condivisa) il dialogo tra Armaroli e Mantovani porta sul palco di Palazzo Vecchio una domanda che raramente trova spazio nei dibattiti economici tradizionali: cosa significa, concretamente, una transizione ecologica giusta? Una domanda a cui la scienza può rispondere con dati e tecnologie, ma che richiede anche l’esperienza di chi, sul campo, protegge ogni giorno gli ecosistemi da cui dipendiamo.

Le informazioni pratiche

Dove: Palazzo Vecchio, Firenze | Quando: sabato 3 ottobre 2026, ore 2115.15 | Evento: Dialoghi Civili. “Democrazia energetica”.

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Il Festival Nazionale dell’Economia Civile torna a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato da un’idea di Federcasse, promosso con Confcooperative, realizzato con NeXt Economia, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e l’Università di Firenze.

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