Otto secoli fa, un giovane mercante di Assisi si spogliò dei suoi vestiti in piazza, davanti al padre e a tutta la città, per scegliere una vita fondata su nient’altro che relazione, essenzialità e fraternità. È da questo gesto radicale che riparte Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore tra le firme più note del giornalismo italiano, che torna al FNEC26 (dopo essere già stato ospite del Festival) con lo spettacolo “Francesco, il santo che parlava al mondo”, in programma domenica 4 ottobre alle 11.45, in Piazza della Signoria, nell’ambito dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.

Chi è Aldo Cazzullo: dal giornalismo alla TV

Il suo percorso professionale comincia nel 1988, quando entra come praticante nella redazione de La Stampa: qui, con una penna attenta e capace di raccontare l’attualità senza sconti, diventa in pochi anni una delle firme più riconosciute del quotidiano torinese, fino al 2003. Da allora è editorialista e inviato del Corriere della Sera, dove continua a raccontare la storia italiana (quella dei grandi eventi come quella delle figure che l’hanno attraversata) con uno stile capace di intrecciare rigore giornalistico e capacità narrativa, qualità che lo hanno reso uno degli autori più letti e ascoltati del panorama editoriale italiano.

Negli ultimi anni questa capacità di raccontare si è allargata anche al piccolo schermo: oggi Cazzullo è alla conduzione di “Una giornata particolare”, programma di grande successo che porta in televisione lo stesso approccio che lo contraddistingue da sempre sulla carta stampata. Intrecciare la grande Storia con le storie delle persone che l’hanno vissuta, rendendo il racconto storico immediato, coinvolgente e accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Uno spettacolo, non una biografia: Francesco raccontato da vicino

“Francesco, il santo che parlava al mondo” non è una semplice ricostruzione storica. Attraverso parole, musica e immagini, Cazzullo restituisce la forza umana, spirituale e sorprendentemente contemporanea di Francesco d’Assisi, andando oltre l’agiografia per raccontare prima di tutto l’uomo: un giovane che sceglie di rinunciare a tutto per costruire un modo di vivere alternativo, fondato sulla relazione più che sul possesso.

È una scelta narrativa che permette allo spettacolo di parlare direttamente al presente. In un tempo segnato da disuguaglianze crescenti, crisi ambientali e da quella che spesso viene descritta come una perdita di senso condivisa, la figura di Francesco emerge (nel racconto di Cazzullo) come sorprendentemente radicale e attuale: il suo rapporto con la natura, letto oggi come un’anticipazione della sensibilità ecologica contemporanea; la povertà vissuta non come mancanza ma come scelta di libertà; l’idea di comunità come alternativa concreta all’individualismo.

Lo spettacolo si chiude affidando al pubblico una domanda tanto semplice quanto scomoda: è possibile vivere meglio con meno, e insieme agli altri?

Il ritorno di Cazzullo, nell’anno di EUconomia

Non è un caso che questo racconto trovi spazio proprio nell’edizione 2026 del Festival, dedicata al tema EUconomia: un’economia che si allontana dalla sola logica dell’accumulo per fondarsi su relazioni, alleanze e responsabilità condivisa. La vicenda di Francesco, così come la restituisce Cazzullo, anticipa di secoli molte delle domande al centro del dibattito economico e sociale di oggi: quanto possesso è davvero necessario al benessere? Che ruolo ha la comunità nella costruzione di una vita buona? Cosa significa, concretamente, scegliere l’essenzialità in un tempo di consumo continuo?

Ad aprire l’incontro sarà Leonardo Becchetti, Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Co-fondatore di NeXt Economia, insieme a Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse-BCC, e Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative: una cornice istituzionale che conferma quanto il racconto di Francesco, prima ancora che una vicenda religiosa, sia oggi letto come un contributo diretto al dibattito sui modelli di sviluppo e sui valori dell’economia civile.

Le informazioni pratiche

Dove: Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Firenze | Quando: giovedì 1 ottobre 2026, ore 11.45 | Evento: Francesco, il santo che parlava al mondo.

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Il Festival Nazionale dell’Economia Civile torna a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato da un’idea di Federcasse, promosso con Confcooperative, realizzato con NeXt Economia, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e l’Università di Firenze.

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