C’è un gioco di parole, nel titolo del panel, che dice più di mille analisi: “AI voglia o AI paura?”. Perché di fronte all’intelligenza artificiale, oggi, oscilliamo esattamente tra questi due poli: l’entusiasmo per ciò che promette e il timore per ciò che potrebbe togliere. A provare a sciogliere questa ambivalenza, a FNEC26, saranno due voci molto diverse tra loro: Carmine Di Noia, tra i massimi esperti mondiali di governance economica e finanziaria, e Gabriella Greison, fisica e scrittrice conosciuta al grande pubblico come “la rockstar della fisica”.

Un tema che va oltre la tecnologia

Il panel “Dialoghi Civili | AI voglia o AI paura? I rischi e le opportunità educative”, in programma alle 16.45 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, parte da una premessa che il Festival Nazionale dell’Economia Civile porta avanti da tempo: l’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnica, ma una trasformazione che investe il lavoro, la conoscenza, la democrazia e l’idea stessa di libertà individuale. La domanda che guiderà il confronto, moderato da Sergio Gatti, Direttore generale di Federcasse-BCC, è tanto semplice quanto decisiva: come si può governare l’intelligenza artificiale affinché rafforzi (e non indebolisca) equità, partecipazione e dignità umana?

Carmine Di Noia: la prospettiva di chi scrive le regole del gioco

A portare la prospettiva istituzionale sarà Carmine Di Noia, dal 2018 Director for Financial and Enterprise Affairs dell’OCSE e Vice Presidente del Comitato di Corporate Governance dell’organizzazione. Un ruolo che lo pone tra le voci più autorevoli a livello internazionale su come i mercati, le imprese e le nuove tecnologie debbano essere regolati per restare al servizio delle persone. Professore ordinario di Mercati Finanziari e Bancari alla LUISS Business School dal 2021, Di Noia ha alle spalle un percorso istituzionale di primo piano. Commissario CONSOB dal 2016 al 2022, membro supplente del Board of Supervisors dell’ESMA, ruoli dirigenziali in Assonime e nel consiglio di amministrazione di Borsa Italiana. Dottore di ricerca in Economia alla University of Pennsylvania e in Teoria Economica e Istituzioni all’Università di Roma Tor Vergata, porta al Festival uno sguardo raro: quello di chi l’intelligenza artificiale non la osserva da fuori, ma contribuisce concretamente a definirne le regole a livello globale.

Gabriella Greison: raccontare la scienza per renderla di tutti

Dall’altra parte del tavolo, Gabriella Greison porta un approccio completamente diverso, ma altrettanto necessario. Fisica, giornalista e scrittrice, definita “la rockstar della fisica” per la sua capacità di rendere la scienza accessibile e persino spettacolare, Greison si occupa da anni di divulgazione scientifica. Attraverso programmi radiofonici, televisivi e podcast seguiti da un pubblico ampio e trasversale. Negli anni ha saputo intrecciare il rigore scientifico con l’arte teatrale e la letteratura, portando nei suoi monologhi e nei suoi numerosi libri le storie dei grandi scienziati del Novecento. Con un’attenzione particolare alle donne della scienza, spesso dimenticate dai racconti ufficiali. Il suo ultimo libro, “La lunghezza d’onda della felicità”, dedicato alla vita e alle opere di Louis de Broglie, uscirà a febbraio 2026. È proprio questa capacità di trasformare concetti scientifici complessi in racconti coinvolgenti a rendere la sua presenza preziosa in un dialogo sull’intelligenza artificiale. Perché comprendere una tecnologia, prima ancora che regolarla, significa saperla raccontare a chi non ne conosce i meccanismi.

Perché il confronto tra regole e racconto conta davvero

Mettere sullo stesso palco chi contribuisce a scrivere le regole internazionali sull’intelligenza artificiale e chi ha fatto della divulgazione scientifica la propria missione non è un accostamento casuale. È, anzi, il cuore stesso della domanda posta dal panel: AI voglia o AI paura? non si risolve solo con norme più efficaci, né solo con una comunicazione più chiara. Richiede entrambe le cose insieme. Governance e cultura, regole e comprensione diffusa. Sono i due ingredienti che, secondo il panel, possono determinare se l’intelligenza artificiale diventerà uno strumento di maggiore equità o un nuovo fattore di esclusione. Ad ampliare il confronto interverrà anche Marco Bertelli, psichiatra-psicoterapeuta e Direttore Scientifico del CREA, portando una terza prospettiva: quella degli effetti psicologici e relazionali di una trasformazione che riguarda, prima di tutto, le persone.

Il pubblico non sarà solo spettatore. Attraverso messaggi in diretta sarà possibile partecipare al dialogo con domande in tempo reale, in un formato pensato per trasformare il panel in un confronto realmente condiviso.

Le informazioni pratiche

Dove: Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze | Quando: venerdì 2 ottobre 2026, ore 16.45 | Panel: Dialoghi Civili. “AI voglia o AI paura? I rischi e le opportunità educative”.

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Il Festival Nazionale dell’Economia Civile torna a Firenze dall’1 al 4 ottobre 2026. Nato da un’idea di Federcasse, promosso con Confcooperative, realizzato con NeXt Economia, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e l’Università di Firenze.

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