A un mese dalla conclusione dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile è il momento di fare il punto. Dal 1° al 4 ottobre 2026 Firenze è stata il luogo di un confronto aperto tra imprese, istituzioni, mondo accademico, terzo settore e cittadini sulle condizioni di uno sviluppo equo, sostenibile e civile, nel segno del tema “Il rumore della foresta che cresce”. Ecco i numeri, i temi e le idee che ci portiamo a casa, in attesa del prossimo appuntamento, già fissato a Napoli.
I numeri dell’edizione 2026
Protagoniste del Festival sono state le persone: imprenditori, studenti, esperti, amministratori, Premi Nobel, docenti, giornalisti, cittadine e cittadini. Più di 100 relatori e relatrici, 500 giovani studenti e studentesse da tutta Italia e oltre 4.000 persone hanno animato le sale di Palazzo Vecchio e del Rettorato dell’Università di Firenze, tra dialoghi, laboratori e spettacoli.
Un unico grande quadro
I temi affrontati sono stati molti, ma sono tasselli di un unico sistema economico e sociale:
- università, confronto e libera circolazione dei pensieri
- diritti umani, libertà, partecipazione e democrazia
- ambiente, biodiversità ed ecosistemi che coesistono
- intelligenza artificiale, tecnologia e scienza
- poesia, teatro, musica e cultura
- casa, sanità, fragilità e cura
È la tesi di fondo che attraversa tutto il Festival: l’economia non si esaurisce nello scambio di beni e servizi. È l’insieme di processi, persone, scambi e relazioni che determinano la qualità della vita delle comunità, tenuti insieme dalla fiducia.
Poesia, teatro e musica hanno creato un filo conduttore tra le sessioni e rafforzato il legame tra economia e cultura, rendendo più tangibile l’immagine guida di questa edizione: la foresta che cresce e mette radici nella bellezza.
Cosa ci portiamo da questa edizione
Pace e diritti. Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, ha riportato sul piano politico l’importanza della pace e di vivere in un contesto in cui siano rispettati i diritti umani e la libertà di donne e uomini. Il suo messaggio è chiaro: solo in un contesto democratico può esserci uno sviluppo economico vero e duraturo.
Benessere e qualità della vita. Il tema è stato affrontato a livello internazionale da Jan-Emmanuel De Neve. Sono stati presentati anche i dati nazionali con il Rapporto Benvivere 2026, che misura come vivono le persone nei territori oltre il solo PIL.
Intelligenza artificiale, scienza e tecnologia. I rischi e le opportunità legati a uno sviluppo tecnologico senza regole sono stati al centro di più momenti, perché oggi sono decisivi per immaginare e gestire lo sviluppo economico delle nostre società. Ne hanno parlato Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, Telmo Pievani nello spettacolo serale e Gabriella Greison.
Transizione ecologica. Mario Mantovani ha spiegato che cosa si intenda per transizione ecologica e perché sia oggi tanto necessaria, a partire dalla sua esperienza nella tutela delle foreste in Brasile. Ha dato così concretezza al rapporto tra economia, biodiversità ed ecosistemi.
Ci vediamo a Renaissance in Economics 2027
Il Festival non si ferma da un’edizione all’altra. Continua il suo percorso di semina su tutto il territorio italiano, con incontri nelle comunità, con giovani e studenti, con imprese e organizzazioni, per diffondere la cultura dell’economia civile.
Il prossimo importante appuntamento sarà il 10 e 11 giugno 2027 a Napoli, per la quarta edizione di Renaissance in Economics. Sono aperte le call per ricercatori e ricercatrici che vogliono candidare i lavori realizzati sul tema dello sviluppo sostenibile (clicca qui). Napoli non è una scelta casuale: è la città in cui, nel 1754, Antonio Genovesi ottenne la prima cattedra di economia in Europa e gettò le basi della tradizione dell’economia civile.
Il Festival Nazionale dell’Economia Civile nasce da un’idea di Federcasse, è promosso con Confcooperative ed è organizzato e progettato con NeXt Nuova Economia per Tutti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e SEC Scuola di Economia Civile.
